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Ricoh GR comparative review: Digital Photography Review

Ricoh GR comparative review: Digital Photography Review

The new Ricoh GR: Review based on a production Ricoh GR running firmware v1.1

Ricoh GR
Ricoh GR

 

The new Ricoh GR: Review based on a production Ricoh GR running firmware v1.1

With the launch of the Nikon Coolpix A we marvelled at how, in the space of a year, the idea of a large sensor compact with a fixed, prime lens, has gone from being an obscure niche (as it was when Sigma launched the original DP1) to a burgeoning and competitive area of the market. Now, with the Ricoh GR, Pentax Ricoh has added to this trend by introducing an APS-C compact with a fixed 28mm equivalent F2.8 lens.

The Nikon is an obvious reference point for this camera, since they share the same field-of-view, the same maximum aperture and, quite plausibly, the same sensor. For that reason, this review (like our recently published review of the Coolpix A) is structured around many direct comparisons between the two models. But it’s important to give credit to Ricoh as the only manufacturer to have a continued history of building compact cameras with prime lenses. The GR is not just the immediate successor to a line of enthusiast compacts with bright, fixed-focal-length lenses, it’s the continuation of a range that dates back into the film era.

Ricoh GR key specifications

16.2MP APS-C CMOS sensor with no low-pass filter

18.5mm (28mm equivalent) F2.8 lens

ISO 100-25,600

3.0″ 1.2m dot LCD

Up to 4fps continuous shooting

1080p movies at 24, 25 or 30fps

12-bit Raw in DNG format

10MP 35mm equivalent crop mode

Built-in 2-stop ND filter

Ricoh GR . However, while much of the Ricoh’s core specification looks similar to the Coolpix A, there is at least one significant difference – the price. Whereas Nikon decided it could ask $1,100 for the Coolpix A, Pentax Ricoh has been much more aggressive – asking just $800 for the GR.

Interestingly for a camera with such deep Ricoh roots, the GR is the first camera to show signs of the company’s purchase of Pentax. The camera gains the Pentax TAv (Time and Aperture priority) mode, allowing the photographer to specify both shutter speed and aperture, with the camera selecting the appropriate ISO. Having this option as a dedicated mode, rather than letting Auto ISO operate in Manual exposure mode as some recent cameras have, has the benefit that it’s been properly thought out, so you still have access to exposure compensation. It also avoids the logical inconsistency of having the camera make decisions for you in a supposedly manual mode.

Beyond this, the GR uses an interface that’s consistent with previous Ricoh models – and that’s something we’re happy to see. We’ve often referred to the Ricoh interface (as used in the GRD and GXR models) as arguably the best enthusiast-focused interface on a compact camera, so we’re delighted to see it retained.

Existing Ricoh users will be pleased to hear that the GR is still capable of interval shooting and has retained the much-loved Snap Focus and Full Press Snap focus modes that push focus to a pre-determined distance to make it easy to get grab shots. The GR also perpetuates something of a history shared by Ricoh and Pentax – the ability to shoot Raw files conforming to Adobe’s DNG open standard.

28mm equivalent GR lens

The Ricoh uses a 28mm equivalent F2.8 lens – an apparent step down from the F1.9 lens offered on the GRD IV but, as a result of the much larger sensor, actually effectively two stops more capable in terms of depth-of-field control and light-gathering capability.

The design features seven elements (two of which are aspheric) in five groups and there’s a 9-blade diaphragm nestling inside. As with many cameras with a shutter in the lens, the maximum shutter speed is limited by the selected aperture.

Continua a leggere la recensione completa sulla fotocamera compatta Ricoh GR  cliccando qui.

Scelta della reflex digitale 2

Scelta della reflex digitale 2

Foto e video

Leggi anche SCELTA DELLA REFLEX DIGITALE 1

Nel precedente articolo si scriveva in generale del mercato e della possibilità di acquistare l’usato. Gli argomenti verranno ripresi più nel dettaglio in altri post.

Allora, ritornando al discorso principale, quali sono le cose da preferire nella scelta di una fotocamera reflex digitale? Vediamole nel dettaglio.

Spesso chi si avvicina  alle reflex non è del tutto digiuno di fotografia. Mi spiego meglio. Quando si acquista una fotocamera compatta con zoom integrato, anche per la prima volta, si è consapevoli del fatto che la compatta avrà funzioni molto semplici e automatismi capaci, una volta inquadrata la scena e poi premuto il pulsante di scatto, di riprenderla dando come risultato una buona foto. Si sa, cioè, che fare una foto con quella fotocamera è facile.

Il passo successivo è quello di analizzare cosa succede quando una persona ha preso piena consapevolezza dell’utilizzo dell fotocamera e vuole inibire gli automatismi per dare spazio alla propria creatività. Si passa allora a modelli che permettano regolazioni e personalizzazioni migliori. Una categoria intermedia tra le compatte e le reflex è rappresentata dalle bridge e dalle moderne mirrorless.  Inquadrare e scattare è diventato facile e ora si ha l’esigenza di migliorare e sperimentare la propria creatività. Molti fotoamatori fanno il “salto” verso la reflex partendo proprio da queste fotocamere di fascia media. Personalmente ho avuto modo di conoscerle bene negli anni e devo ammettere che la qualità dei risultati sta migliorando sempre di più.

Il passaggio da bridge o mirrorless a reflex digitale avviene in maniera quasi naturale.

Quello che la contraddistingue dalle altre fotocamere è proprio il meccanismo di cattura della luca: appunto reflex.  La luce proveniente dall’obiettivo non si riflette più sullo specchio che manda l’immagine al mirino ma fa proseguire la luce che infine incide sul sensore posto subito dietro lo specchio. Questo meccanismo permette di vedere proprio la scena che verrà catturata dal sensore. Un passo avanti (o indietro nel tempo!) rispetto ai mirini elettronici che visualizzano la luce della scena dopo che ha colpito il sensore. Già questo accorgimento tecnico meccanico potrebbe da solo influire sulla scelta di acquistare una reflex digitale o una fotocamera non reflex.

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Schema del meccanismo di una Reflex

Assodato che le reflex utilizzano questo meccanismo elettro-meccanico, bisogna vedere cos’è che le differenzia una dall’altra.

Il Sensore

Il sensore è il cuore della fotocamera. La maggior parte delle reflex digitali oggi utilizzano sensori CMOS (vedi gli altri articoli nella sezione corso di fotografia) da preferire ai CCD (In altri articoli spiego in dettaglio le loro caratteristiche). La grandezza del sensore è molto importante perchè corrisponde all’area sulla quale incide la luce proveniente dall’obiettivo e quindi maggiore è quest’area e maggiore sarà la luce che la fotocamera potrà catturare. Oggi esistono differenti dimensioni dei sensori digitale: APS-C, Full Frame (FF) molto più costoso, altri di più piccole dimensioni. Le macchine reflex consumer montano sensori APS-C. Quelle di fascia alta il FF (una volta Canon produceva anche l’APS-H di poco più grande dell’APS-C). La grandezza del sensore è una forte discriminante nella scelta della reflex digitale.

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Sensore digitale

 Numero di Pixel del sensore

Il sensore è formato da piccole celle che catturano la luce e convertono il segnale luminoso in impulso elettrico.  Il numero di celle che formano il sensore influisce molto sulla qualità dell’immagine finale. Oggi la madia si aggira tre i 15 e 22 MPx (milioni di pixel). Non sempre avere troppi pixel sul sensore è positivo. Anzi. Per avere tanti pixel su un sensore piccolo bisogna avere un processore che gestisca la risposta  in tempi e modi ragionevoli. Inoltre molti pixel su sensori piccoli causano interferenza, creando sull’immagine artefatti spesso visibili. Sicuramente maggiore è il numero di pixel e maggiore sarà la dimensione dell’immagine finale. In ultima analisi bisogna tenere presente che sensori di piccole dimensioni “avvicinano” la scena (a parità di lenti montate). Diciamo che un buon compromesso tra dimensione del sensore e numero di pixel è fondamentale.

Processore

Il processore è il cervello della fotocamera. Traduce l’impulso elettrico in immagine (fanno anche altre cose). Non si può prescindere da esso. Quelli di ultima generazione sono veloci e affidabili, riuscendo a superare difetti che immancabilmente la tecnologia passata non sapeva gestire. Quindi per scattare foto sportive o agli animali abbiamo bisogno di un processore veloce che gestisca tutte le informazioni in tempi brevi (autofocus, colore, bilanciamento del bianco, ecc.). Per ritratti conta molto la resa cromatica.

Caratteristiche fisiche e struttura

Quanto è grande una reflex digitale e quanto pesa sono fattori che spesso vengono trascurati e che poi si rivelano di fondamentale importanza durante sessioni di scatti. Da buon viaggiatore, tengo molto a sottolinearne l’importanza.

  • Se scatti foto all’aria aperta, durante lunghe passeggiate o ami viaggiare e visitare luoghi esotici, portarsi dietro un corpo macchina da due chili e delle dimensioni di un portatile è senza dubbio scomodo e infruttuoso. Serve quindi un corpo leggero, discreto e resistente (agli urti, agli schizzi, agli sbalzi di temperatura).
  • Se fai ritratti, composizione o fotografi eventi importanti avrai bisogno di una macchina fisicamente stabile, equilibrata con impugnature sicure ed ergonomiche.
  • Se ami scattare fotografie in casa, con i parenti e amici e non hai esigenze di trasporto, la tua scelta verterà su altri fattori.

Inoltre fattori importanti nella scelta della reflex sono anche la grandezza e risoluzione dello schermo: uno schermo più grande fa vedere meglio le foto scattate ed eventuali difetti però consuma prima le batterie. Uno schermo orientabile permette angolazioni più creative per i tuoi scatti e meno riflessi alla luce ma se usi la fotocamera in condizioni particolari (pensiamo alla passeggiata in bicicletta, foto in montagna o al mare) avrebbe più probabilità di danneggiarsi.

Il parco ottiche, accessori, universalità, prezzo

Se acquisti un modello di una marca specifica è come se hai stipulato un contratto: obiettivi, complementi ottici e accessori saranno fatti apposta per quel modello. Certo, esistono numerosi marchi che producono obiettivi con attacco e caratteristiche indicati per marche diverse (pensiamo a Sigma, Tamron, ecc.) ma spesso l’alta gamma di una marca è la migliore che ci possa essere. Così quando si compera una nuova reflex digitale, bisognerebbe documentarsi sulle ottiche dedicate, sui prezzi di queste e degli accessori disponibili e supportati. Inoltre il formato delle foto e la loro “lavorabilità” in software di post-produzione determinano altre discriminanti.

In definitiva, nella scelta della nuova Reflex Digitale da acquistare bisognerebbe prendere in esame innumerevoli variabili. Un grave errore è quello di puntare sui luoghi comuni come “Ho sentito dire”, “mi hanno detto”, “lui si è trovato bene”, “è un vero affare”; verificare sempre di persona e documentarsi è il modo migliore per scegliere una reflex digitale.

Spesso il buon senso e l’istinto, come in molte altre cose nella vita, sono ottimi alleati.