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MACINTOSH. Computer creato dalla Apple, il cui primo modello venne realizzato nel 1984. Il Macintosh è stato uno dei primi computer ad utilizzare un’interfaccia utente di tipo grafico. I computer della Apple sono i preferiti dai grafici e da molti fotografi.
MACRO. Regolazione della fotocamera digitale identificata con l’icona di un fiore, che permette all’obiettivo di mettere a fuoco su soggetti che sono a soli pochi centimetri di distanza. Questa regolazione è necessaria per fotografare oggetti molto piccoli.
MACROFOTOGRAFIA. Termine specifico per indicare la tecnica di ripresa molto ravvicinata per fotografare insetti, piccoli oggetti, ecc. per i quali è necessario un rapporto di riproduzione uguale a 1 o superiore. Per superare i limiti della messa a fuoco, occorre interporre tra fotocamera e obiettivo un anello di prolunga o un soffietto distanziatore che ne allunghi la focale. In questo modo è possibile mettere a fuoco a pochi centimetri, ma non all’infinito.
MAGAZZINO. Corpo posteriore delle fotocamere medio formato intercambiabile a tenuta di luce. Disponendo di due magazzini caricati con pellicola diversa, è possibile usare quella più indicata alla ripresa con una semplice sostituzione.

MAGAZZINO DIA. Contenitore lineare o circolare per raccogliere le diapositive destinate alla proiezione tramite un diaproiettore. Sono utilizzabili anche per l’archiviazione.
MARGINATORE. Accessorio utilizzato per mantenere la carta da stampa sotto l’ingranditore perfettamente in piano. E’ molto utile per stampare più compie dallo stesso negativo senza dover ricontrollare fuoco e inquadratura. Fornisce un sottile bordo bianco attorno all’immagine e può essere utilizzato entro certi limiti per dare un taglio diverso (dall’originale) alle stampe fotografiche.
MASCHERA. Livello di protezione (virtuale nel caso di un’applicazione di fotoelaborazione) che viene applicato ad una parte dell’immagine per impedirne ogni modifica o manipolazione. Questa area che non fa parte della selezione viene spesso descritta come mascheratura. So chiama Maschera rapida la mascheratura applicata ad un’immagine usando gli strumenti di selezione e di pittura. Permette di ottenere effetti di trasparenza.
MASCHERA DI CONTRASTO. Una tecnica di compositazione che utilizza una coppia di pellicole composta da un positivo e da un negativo sfocato per ridurre il contrasto dell’immagine ed aumentare la definizione percepita. E’ presente nelle applicazioni di fotoelaborazione come filtro di aumento del contrasto o maschera di contrasto per incrementare la nitidezza apparente, contrastando i bordi fra gli elementi di un’immagine intensificandoli.
MASCHERA RAPIDA. Vedi Maschera.
MASCHERATURA. Tecnica di camera oscura utilizzata per limitare parzialmente o totalmente l’esposizione su una zona dell’immagine in fase di stampa onde compensare eventuali sovra-esposizioni. Per mascheratura si intendono anche quegli interventi tesi a modificare selettivamente toni, colore e contrasto di un negativo o una diapositiva prima della stampa.
MASTERIZZARE. Scrivere dei dati su di un CD o un DVD.
MASTERIZZATORE CD. Dispositivo che permette di scrivere dei dati su CD-R (che possono essere scritti una sola volta) e/o CD-RW (che possono essere riscritti più volte). Utile per fare copie di sicurezza e per archiviare le immagini digitali.
MASTERIZZATORE DVD. Dispositivo che permette permette di scrivere dati su DVD-R (scrivibili una sola volta) e/o DVD-RW (riscrivibili più volte). Utile per fare copie di salvataggio e per archiviare le immagini digitali.
MAVICA (Magnetic Video Camera). Nome della prima fotocamera still video presentata dalla Sony nel 1981 adottato successivamente per una serie di fotocamere digitali della stessa azienda che registrano le immagini su floppy disc o CD.
MEGABYTE (MB, Mb). Unità di misura che equivale ad un milione di byte o 1024 kilobyte. Indica la capacità di immagazzinamento di una scheda di memoria di una fotocamera o di un hard disk o le dimensioni di un’immagine.
MEGAHERTZ (MHZ). UNità di misura paria a 106 Hz. Descrive la velocità lavorativa di un computer. La frequenza in Megahertz di un processore non è un indice assoluto di velocità: una macchina dotata di PowerPC a 500 Mhz può effettuare alcune operazioni più velocemente di un computer con processore Pentium a 1000 Mhz. Lo stesso Pentium, d’altronde, può essere più rapido sotto altri aspetti rispetto a un PowerPC che lavora a frequenza più alta.
MEGAPIXEL (MP). Unità pari a un milione di pixel. Misura delle dimensioni delle immagini che un particolare sensore è in grado di produrre. Si determina moltiplicando l’altezza del sensore (in pixel) per la larghezza e dividendo per un milione. Per esempio: 3872×2592=10.036 che, diviso per un milione, dà 10 MP.
MEMO FILM. Esistono vari sistemi per consentire di ricordare, dopo un certo lasso di tempo, quale pellicola sia rimasta nell’apparecchio. Dalle più semplici ghiere con sensibilità e tipo di pellicola da impostare manualmente di una volta, si è passati per dei piccoli telaini applicati al dorso delle reflex nei quali si poteva inserire un lembo della confezione della pellicola. Dopo l’adozione universale del sistema di impostazione automatica della sensibilità DX, quasi tutti gli apparecchi sono dotati di una stretta finestrella (sul dorso, a sinistra) attraverso la quale è possibile leggere direttamente sul caricatore il tipo di pellicola. Tutti i modelli più recenti indicano sul display a cristalli liquidi la sensibilità impostata.
MEMORY CARD vedi la voce Scheda di memoria.
MEMORIA (Dig.). Area di immagazzinamento temporaneo per informazioni ed applicazioni. RAM e ROM, sono i nomi di diversi tipi di memoria utilizzati dai computer. RAM e spazio sull’hard disk non devono essere confusi: la RAM è un magazzino temporaneo, mentre l’hard disk offre una memorizzazione permanente.
MEMORIA VIRTUALE. Sistema per aumentare la quantità di memoria disponibile usando la memoria dell’hard disk. Il suo utilizzo rallenta l’apparecchio.
MENISCO. Lente caratterizzata da una faccia convessa ed una concava. Nonostante non corregga alcun tipo di aberrazione, il menisco è la migliore lente semplice utilizzabile come obiettivo fotografico.
MESSA A FUOCO FISSA. Adottata sugli apparecchi più economici detti focus-free e sulle monouso è basata sulla distanza iperfocale. L’obiettivo medio grandangolare di luminosità molto ridotta (circa f/11) è regolato su una distanza di 8-10m per garantire la nitidezza tra 2m e l’infinito. Per le riprese in interni o senza sole è necessario ricorrere al flash.
MESSA A FUOCO SELETTIVA. Tecnica di messa a fuoco per far risaltare il soggetto sullo sfondo. Il risultato massimo si ottiene usando un medio tele a tutta apertura. In queste condizioni infatti la profondità di campo disponibile è minima.
METODO COLORE. Termine usato per il gruppo di colori che vengono combinati in diverse quantità per creare tutti gli altri colori presenti nell’immagine.
MEZZATINTA. Si dicono a mezzatinta le immagini, o le fotografie, i cui toni sono trasformati in un retino (tipografico) costituito da punti più ravvicinati nelle zone scure e distanziati in quelle chiare. La diversa concentrazione di punti, visibile con una lente d’ingrandimento, dà l’illusione dei toni di grigio sulle pagine di una rivista.
MEZZO FORMATO. Indica la categoria di apparecchi fotografici che, pur utilizzando pellicola 35mm, producono un fotogramma di 18x24mm, esattamente la metà del formato standard 24x36mm. Questo tipo di fotocamere ha avuto un certo successo negli anni Sessanta.
MEZZO TONO. Si chiamano mezzi toni quelle gradazioni di grigio intermedie tra il bianco ed il nero.
MICROCHIP. Circuito integrato, ovvero una piccola unità in silicio contenente microscopici circuiti elettronici.
MICRODRIVE. Scheda di memoria che è effettivamente un hard disk in miniatura (proprio come quello del computer). Contenendo parti che si muovono, sono più delicati delle schede di memoria flash. Hanno offerto una capacità di immagazzinamento maggiore a prezzi inferiori rispetto alle prime CompactFlash prodotte..
MICROFILM. Pellicola bianconero ad alta risoluzione per la riproduzione in miniatura di documenti per consentirne l’archiviazione e la consultazione.
MICROFOTOGRAFIA. Ripresa di immagini di soggetti di dimensioni assai ridotte attraverso il microscopio con alti ingrandimenti.
MICROPRISMI. Generalmente abbinati al sistema di messa a fuoco ad immagine spezzata degli schermi di messa a fuoco delle fotocamere reflex manuali, i microprismi sono delle piccolissime piramidi ottiche che scompongono l’immagine in quattro parti quando il fuoco non è stato raggiunto, rendendo perfettamente visibile la sfocatura.
MICROSOFT. Maggiore compagnia produttrice di software fondata da Bill Gates. La Microsoft produce le diverse versioni di Windows, oltre ad una serie di celeberrimi programmi quali Word ed Excel.
MINIATURA. Piccola anteprima di un’immagine a bassa risoluzione fatta per essere caricata rapidamente sullo schermo per poter vedere velocemente una serie di immagini. Cliccando sulla miniatura di solito si apre una versione più larga dell’immagine. Chiamata anche thumbnail.
MIRED (Micro-reciprocal-degrees). I gradi (o valori) mired di una sorgente di luce si ottengono dividendo la temperatura di colore della luce espressa in Kelvin per un milione. Una temperatura di colore di 1.000.000/5000K = 200 mired. Questo sistema consente di trovare con facilità il filtro di correzione adatto alla ripresa a colori con una certa pellicola ed una determinata illuminazione. La scala di valori è costante per cui uno scarto di 300 mired resta tale in qualunque posizione della scala.
MIRINO A POZZETTO. Si tratta di un vero e proprio paraluce metallico con ante pieghevoli e dotato di una lente di ingrandimento, per proteggere lo schermo di messa a fuoco dalla luce parassita. E’ disponibile su quasi tutti gli apparecchi medio formato e sugli apparecchi reflex 35mm dotati di mirino intercambiabile.
MIRINO. Sistema ottico per l’inquadratura della scema negli apparecchi fotografici. Con le fotocamere digitali, una finestra (come nelle fotocamere tradizionali) che può essere usato per comporre le immagini con la fotocamera impugnata all’altezza dell’occhio.
MIRINO ALBADA. Mirino ottico utilizzato sugli apparecchi a telemetro e su alcune compatte analogiche. Progettato da Van Albada, vi appaiono per riflessione una cornice o dei riferimenti bianchi che indicano il limite del campo inquadrato dall’obiettivo.
MIRINO D’AZIONE. Speciale mirino a pentaprisma di grandi dimensioni disponibile solo per le fotocamere reflex dotate di mirino intercambiabile. Consente di osservare da circa 20cm o 30cm l’immagine su un grande oculare usando entrambi gli occhi.
MIRINO GALILEIANO. Mirino ottico semplice. Utilizza il principio del telescopio galileiano invertito.
MIRINO REFLEX. Consente l’inquadratura utilizzando lo stesso obiettivo di ripresa. A seconda della sua costruzione ottica fornisce un ingrandimento 0,7 – 0,8 con l’obiettivo da 50mm all’infinito. Più il valore si avvicina all’unità più l’immagine che appare nel mirino si avvicina alla grandezza naturale.
MIRINO SPORTIVO. Obsoleto sistema a traguardo dotato di un mirino ed una cornice di dimensioni proporzionate alla focale dell’obiettivo impiegato che delimita l’inquadratura. Metallico e pieghevole, era usato sugli apparecchi tipo press e su alcune fotocamere biottica 6x6cm.
MISCELAZIONE. Fusione di due (o talvolta anche più) colori per produrre una sfumatura di transizione. Procedimento di combinazione di due livelli di un’immagine, secondo la modalità di miscelazione selezionata.

MISURAZIONE TTL. Vedi esposimetro TTL.
MODALITA’ AUTOMATICA. Regolazione che demanda alla fotocamera tutte le decisioni riguardanti esposizione, messa a fuoco, flash, bilanciamento del bianco, ecc. In automatico è possibile impostare modalità più specifiche adatte a determinati tipi di ripresa: ritratto, paesaggio, sport, notturno, ecc.
MODALITA’ CONTINUA. Vedi Modalità sport.
MODALITA’ DEI LIVELLI. Regolazione che determina quanto (o se) i dati di un livello interagiscano con quelli degli altri livelli sottostanti.
MODALITA’ DI MISCELAZIONE. Conosciuta anche come Modalità di Fusione. Metodo per miscelare un livello d’immagine con un altro livello o con l’immagine dello sfondo. Per convenzione, le modalità di miscelazione vengono selezionate dalla finestra Livelli.
MODALITA’ EFFETTI ARTISTICI. Spesso indicata da una tavolozza ed un pennello, questa modalità dei programmi di fotoelaborazione offre opzioni di scelta del colore che possono includere scattare in bianconero o con viraggio seppia come anche colori vividi (aumentati contrasto e saturazione del colore) o colori neutri (contrasto e saturazione dei colori attenuati).
MODALITA’ FILM. La maggior parte dei modelli di compatte permettono di girare brevi filmati a bassa risoluzione che possono consumare molto spazio sulla scheda di memoria.
MODALITA’ MANUALE. Regolazione in base alla quale il fotografo prende tutte le decisioni su esposizione, messa a fuoco, flash, bilanciamento del bianco, ecc.
MODALITA’ PROGRAM. Di solito denotata da una P controlla alcune regolazioni (come bilanciamento del bianco, Iso, ecc.) ma non tante quante la modalità completamente manuale.
MODALITA’ RITRATTO. Modalità di scatto in cui la fotocamera sceglierà l’apertura maggiore possibile del diaframma per sfocare il prima possibile l’area dietro il soggetto, in modo che distragga di meno. La modalità ritratto notturno permette di bilanciare uno sfondo scuro con un soggetto in primo piano illuminato dal flash.
MODALITA’ SPORT. Con questa modalità (detta anche di azione), la fotocamera scatta una sequenza per il tempo in cui viene premuto il pulsante di scatto fino a che la scheda di memoria si esaurisce o la fotocamera finisce quella per processare l’immagine successiva. Questa modalità imposta automaticamente una risoluzione inferiore per ottenere un file più piccolo in modo che più immagini possano essere processate. La nuova dimensione, però, potrebbe non consentire l’ingrandimento di stampa desiderato.
MODALITA’ VIDEO. La maggior parte delle compatte digitali permettono di girare filmati a media risoluzione. Possono anche consumare molto spazio sulla scheda di memoria, per cui è consigliabile usarne una di dimensioni sufficienti.
MODE. Termine inglese per indicare le varie funzioni (modi) di una fotocamera specialmente per quanto riguarda la misurazione dell’esposizione.
MODEM (Modulate-Demodulate). Apparecchio per comunicazioni che permette ad un computer di trasmettere informazioni sulla linea telefonica.
MOIRE’. Trama maculata che appare sulle immagini quando due o più retini tipografici sono disposti l’uno sull’altro. Il moirè è di solito causato da un disallineamento o da una scorretta angolazione degli stessi. Si verifica riproducendo un originale retinato con un retino tipografico.
MOLTIPLICATORE DI FOCALE. Accessorio ottico afocale che, interposto tra l’obiettivo e la fotocamera incrementa la focale dell’obiettivo. L’impiego del moltiplicatore di focale comporta la riduzione della luminosità dell’obiettivo ed una certa perdita di definizione. Sono disponibili moltiplicatori 1,4x e 2x. Alcuni di alta qualità sono progettati per specifici obiettivi e quindi per fornire le migliori prestazioni.
MONITOR. Componente hardware che permette di visualizzare l’uscita video di un computer. I modelli CRT utilizzano un tubo a raggi catodici: sono poco costosi ma ingombranti. Più pratici perché leggeri e sottili i monitor LCD a cristalli liquidi. Disponibili in varie dimensioni e prestazioni, dai modelli base fino ai più costosi modelli professionali per grafica.

MONOBAGNO. Soluzione usata per procedimenti di trattamento rapido dei negativi bianconero che contemporaneamente sviluppa e fissa la pellicola. Alcuni agenti rivelatori lavorano con normale attività quando sono presenti nella soluzione quantità funzionali di agenti fissatori.
MONOCROMIA. Colore singolo. Termine generico con il quale si indicano tutte le forme di fotografia in bianco e nero.
MONTAGGIO A SECCO. Metodo di incollaggio di una stampa fotografica ad un supporto di cartone rigido (passepartout), senza l’ausilio di composti umidi. A questo scopo si utilizza uno speciale tessuto termoadesivo posto tra il cartoncino e la stampa. Per l’esecuzione, occorre una speciale pressa a caldo, ma con le debite attenzioni è anche possibile servirsi di un comune ferro da stiro.
MOS. Sensore dotato di una tecnologia intermedia tra il CCD ed il CMos. Nato per ovviare ai limiti di entrambi i sistemi, il MOS mostra la brillantezza cromatica del CCD con il basso consumo del CMos.
MOUSE. Piccolo accessorio con una sfera o sensore ottico alloggiati nella parte inferiore. Muovendo il mouse su una superficie esso invia segnali al computer che fanno muovere un puntatore o un cursore sullo schermo in modo corrispettivo alla direzione e alla velocità di spostamento del mouse.
MOVIMENTI. Sono così detti quelli dei corpi anteriore e posteriore delle fotocamere grande formato a banco ottico.
MS-DOS (Microsoft Disk Operating System, Sistema Operativo Microsoft su Disco). Si tratta del primo sistema operativo a larga diffusione per PC IBM e compatibili, prodotto dalla Microsoft. Talvolta denominato semplicemente DOS.
MTF (Modulation Transfer Function, Funzione di modulazione della frequenza). Metodo di valutazione della capacità di un obiettivo basata sulla percentuale di informazione che riesce a far passare attraverso i suoi gruppi ottici rispetto ad una mira originale. Le prestazioni dell’obiettivo vengono valutate in percentuale in base al rapporto tra il contrasto dell’immagine riprodotta e quella dell’oggetto originale. Questa misura elimina l’elemento di giudizio soggettivo di chi esegue la valutazione come nel caso della lettura delle linee per millimetro. La curva MTF mostra la resa di un obiettivo in base al contrasto (asse verticale) e una serie di frequenze che aumentano per simulare la maggior finezza di dettaglio (asse orizzontale).
MULTICOATING. Trattamento superficiale per ridurre i riflessi fra le lenti all’interno degli obiettivi. Ad ogni passaggio aria-lente, il 4-5% della luce viene riflessa ciò che determina una forte perdita di luminosità e di definizione. Per ridurre al minimo questo problema, le lenti vengono protette con uno o più strati antiriflesso facendo evaporare in una campana sotto vuoto metalli come lo zirconio, il titanio, il magnesio, ecc. che poi si depositano sulle lenti. Lo spessore dev’essere pari ad 1/4 della lunghezza d’onda della radiazione che si vuole controllare. Questo trattamento serve anche a controllare la resa cromatica delle lenti e quindi degli obiettivi.
MULTIGRADE. Vedi carta a contrasto variabile.
MULTIMEDIA. Concetto che descrive l’unione in un unico prodotto di diversi tipi di applicazioni: suono, testo, grafica, video, fotografia digitale.
MULTIVISIONE. Tecnica spettacolare di proiezione di diapositive con l’impiego di numerosi proiettori gestiti da una centralina che controlla la successione e/o la combinazione di singole immagini con l’impiego di effetti speciali anche sonori se in collegamento con un impianto audio.

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