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Cos’è e perchè creare un blog in rete

Cos’è e perchè creare un blog in rete

Prima di parlare del “come creare un blog su internet” è bene specificare il “perchè creare un blog“.

Il blog, giusto per chi non lo sapesse o per chi si stesse avvicinando solo da poco all’universo internet, è un sito web in cui gli articoli vengono scritti e mostrati in sequenza temporale: possiamo paragonarlo, seppur in maniera incorretta (ma rende l’idea), a un diario.

Blog word - Cos'è e perchè creare un blog in rete

Il blog, è gestito dal Blogger. Questa figura è fondamentale all’interno dello spazio web del blog perché e colui che gestisce il sito, scrive gli articoli, modera le conversazioni e i forum, inserisce commenti e risponde alle domande. Insomma, il blogger è la persona che “tiene” il diario.

Esistono infiniti argomenti per i quali il blogger può fondare il proprio blog: tecnica, intrattenimento, corsi specifici, offerta di servizi, offerte di lavoro, diario di viaggio, racconto introspettivo e molto altro. La cosa fondamentale è avere qualcosa da scrivere, con una certa regolarità, padronanza della materia trattata e frequenza.

Farò qualche esempio per essere più chiaro.

1. photosurf.danielepanareo.it è un blog che verte sul vasto tema della fotografia. Qui puoi trovare articoli, recensioni, corsi e informazioni inerenti il mondo fotografico. Daniele (io) è il Blogger. Il carattere del sito è di un certo livello data la mia competenza della materia trattata. E’ difficile che io possa scrivere articoli su videogiochi o gossip. Quindi il tema portante, in tutte le sue sfaccettature è quello della scrittura con la luce. Inoltre il sito è correlato di gallerie fotografiche, forum, ecc.

2. aranzulla.tecnologia.virgilio.it è blog di Salvatore Aranzulla (il blogger), divulgatore informatico e firma storica della rubrica tecnologica del portale Virgilio. All’interno il lettore troverà innumerevoli articoli sui più diversi argomenti inerenti il mondo informatico: dai consigli su come scaricare un antivirus alla soluzione di problemi legati al vostro Sistema Operativo, dalle ultime novità in campo tecnologico alla recensione di videogiochi.

Ora che abbiamo un’idea di cosa è il blog non ci rimane altro che sapere perchè crearlo. La domanda non è banale: spesso si fanno cose senza conoscerne il motivo e, inevitabilmente, si finisce per terminare di compierle proprio perchè non si ha un fine.

Uno scopo della realizzazione di un blog, uno dei tanti, potrebbe essere quello di una volontà profonda di condivisione di conoscenze e saperi che potrebbero portare giovamento e attirare l’interesse di altre persone. Esempio: ho il pollice verde, amo le piante e nel mio tempo libero adoro dedicarmi a loro. Bene, se ne so abbastanza, posso condividere le mie conoscenze su quest’argomento e soprattutto posso imparare da altri cose che a me sono ignote. Infatti, prerogativa di un blog è quella di consentire ai lettori di interagire con il blogger e soprattutto tra di loro: questo permetto un flusso di conoscenze in tutte le direzioni e accresce il livello del blog stesso. Un possibile strumento di interazione potrebbe essere il commento a un post, la possibilità di scrivere articoli data a chiunque sia interessato all’argomento, una pagina di condivisione di idee, un forum.

Allora cosa vuol dire creare un blog in rete? La fruizione di nozioni specifiche non è l’unico “perchè” che può spingere il blogger a pubblicare i suoi articoli. Un altro fine potrebbe essere quello commerciale: la ditta X crea un blog per informare i clienti riguardo aggiornamenti dei prodotti, garanzie, news e specifiche tecniche. Molti blog poi hanno carattere di supporto a servizi offerti e di assistenza. Il blog potrebbe anche nascere dall’esigenza, da parte del blogger, di mostrare le sue competenze, divulgare informazioni e corsi e avere un seguito maggiore durante i suoi workshop o conferenze. Creare un blog di viaggio potrebbe tenere traccia delle varie tappe, degli spostamenti, dei luoghi visitati e consigliarne di nuovi.

Gli articoli, i post, le notizie e le informazioni devono essere di buona qualità altrimenti si può rischiare di essere “etichettati” dai lettori come superficiali e, peggio ancora, incompetenti. Insomma, come si dice per la strada: “se devi farlo, fallo bene”.

Vorrei sottolineare il carattere “personale” del blog: esso è scritto dal blogger di suo pugno; capiterà di prendere spunto da argomenti noti ma l’impronta personale dovrà essere sempre presente all’interno degli articoli. E’ così, infatti, che si riconoscerà al blogger il suo valore aggiunto e lo si preferirà ad altri.

In altri articoli scriverò di come creare un blog, quali sono i programmi da installare, le operazioni da fare, dove reperire informazioni dettagliate e come risolvere problemi e malfunzionamenti. Una sezione molto dettagliata tratterà della pubblicità e dei modi per guadagnare qualcosina dal proprio sito internet o blog.

Per altre informazioni su come creare un blog contattami.

Agenzie di Microstock fotografico: cosa sono e come funzionano

Agenzie di Microstock fotografico: cosa sono e come funzionano

Vediamo un po’ le caratteristiche delle agenzie fotografiche. Cosa sono e come funzionano i siti di microstock? Perchè rivolgersi a loro e quali comportamenti adottare?

A parte pochi casi in cui la fama del fotografo consente la richiesta esplicita dei suoi scatti da parte del cliente finale, si può affermare che chi scrive con la luce si affida in maniera più o meno diretta ad agenzie che vendono le sue foto.

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Agenzia di microstock: portale istockphoto

Qualche anno fa le agenzie fotografiche richiedevano il portfolio personale o commissionavano i lavori solo se la richiesta lo permetteva anche a livello di remunerazione. Succedeva infatti che la rivista X volesse per il suo articolo una specifica immagine e si rivolgeva alle agenzie di stock che vendevano fisicamente la foto, i negativi o le loro copie: questo implicava tutta una serie di procedure tecniche, autorizzazioni, dispendio di risorse e tempo che induceva i fotografi a rinunciare alla sottoscrizione dei contratti con tali agenzie nel caso le richieste dei propri lavori fossero scarse.

Oggi, come del resto in tutti i settori delle arti visuali, le cose sono significativamente cambiate. Con la creazioni di file digitali i costi di gestione del materiale fotografico si sono abbattuti e di conseguenza è aumentata vertiginosamente la produzione di fotografie di carattere commerciale. Le riviste, i siti web e le agenzie pubblicitarie  non hanno più la necessità di spendere cifre spropositate contattando il fotografo ma utilizzano le foto pagandone semplicemente i diritti di utilizzo.

Faccio un esempio: se una rivista di viaggi negli anni ottanta voleva avere la foto del Colosseo, le possibili strade per reperirla erano due: ingaggiare un fotografo professionista che scattasse la foto del Colosseo oppure affidarsi ad una agenzia e visionare il catalogo con le varie foto del Colosseo.

La prima strada era senza dubbio più onerosa, soprattutto per le spese vive che il fotografo doveva sostenere, oltre al corrispettivo che egli chiedeva.

Rivolgersi alle agenzie fotografiche (è quello che avviene tuttora ma con modalità e tempi differenti) significava avere costi ridotti ma tempistiche e scelta limitata del soggetto. Inoltre, in materia di diritti d’autore, il fotografo non era largamente tutelato.

Con l’avvento della fotografia digitale, computer sempre più potenti, linea internet efficiente, processori delle fotocamere affidabili e qualità delle foto migliorate, il mondo delle agenzie fotografiche è mutato radicalmente. Oggi infatti si parla di Microstock.

Il catalogo fotografico, il portfolio dell’artista e le foto commerciali non sono più offerte su supporti analogici (come cataloghi, raccolte, ecc.) ma attraverso un vero e proprio mercato virtuale in cui sono presenti innumerevoli foto. Le agenzie di microstock si presentano allora come dei portali che offrono la visione delle immagini correlate da descrizioni e didascalie, le quali possono essere acquistate direttamente dal cliente finale ad un prezzo estremamente concorrenziale.

Ricapitolando:

  1. l’agenzia fotografica offre uno spazio sul proprio portale al fotografo;
  2. il fotografo carica le foto e sottoscrive un contratto con l’agenzia, in cui sono specificati anche i diritti di vendita;
  3. il cliente, accedendo al portale, acquista la licenza per la pubblicazione e l’utilizzo delle foto pagando l’agenzia;
  4. l’agenzia versa una quota della vendita al fotografo.

Il discorso fila. Il fotografo non si dive preoccupare di vendere le sue foto ma, in maniera quasi paradossale, solo di scattare le foto stesse. Da parte sua, l’agenzia, ha letteralmente azzerato i costi di una sede fisica in cui stockare le stampe delle foto, i costi di gestione del personale e il lavoro di vendita diretta al cliente. Il cliente infine, può comprare le foto ad un prezzo estremamente conveniente e può scegliere tra tantissime foto del soggetto cui è interessato.

Abbiamo allora dei portali che offrono milioni di foto e, almeno in potenza, hanno un mercato globale. Purtroppo il prezzo di questa efficienza mediatica lo paga il fotografo che vede ricompensati i suoi scatti con pochi centesimi di dollaro (a volte qualche dollaro per le immagini migliori) per foto venduta.

Alcune delle agenzie di microstock fotografico più conosciute:

iStockphoto

Fotolia

Shutterstock

123RF 

In altri articoli poi elencherò le varie agenzie di microstock online, vedremo quali sono le loro caratteristiche e quali foto presentare affinché vengano accettate e soprattutto vendute.