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Eliminare omiga-plus dal browser

Come eliminare omiga-plus dal browser

Vuoi rimuovere quello scomodissimo malwer che si instaura a tua insaputa nel sistema? Vediamo insieme il procedimento per rimuovere e eliminare omiga-plus

Isearch.omiga-plus.com è senza dubbio un motore di ricerca che può essere usato da un dirottatore del browser maligno. Anche se a prima vista il motore di ricerca potrebbe sembrare completamente affidabile e persino utile, ti accorgerai presto che non ci si può fidare. Molti utenti hanno familiarità con Omiga Plus desktop manager disponibile su omiga-plus.com, ed entrambi manager e il motore di ricerca sono presentati da Taiwan Shui Mu Chih Ching Technology. Come mostrato dalle ricerche, il dirottatore del browser può essere affiancato da questa applicazione, da Desk 365 e da SoftStud. Hai notato la presenza di uno di questi programmi sul tuo sistema operativo di Windows? Allora controlla i browser per controllare se devi anche cancellare isearch.omiga-plus.com.

Rimuovere e eliminare Omiga-Plus
Rimuovere e eliminare isearch Omiga-Plus: Schermata iniziale del virus.

Vuoi eliminare Omiga-plus dal browser? Leggi attentamente quanto segue.

Hai già sentito parlare di Taiwan Shui Mu Chih Ching Technology Ltd? È la compagnia alle spalle di start.Qone8.com, anch’esso usato come dirottatore del browser. Oltre al motore di ricerca Omiga Plus, produce risultati di ricerca ad-supported e può presentarti pubblicità ingannevoli. Come rivelato dai nostri ricercatori, il dirottatore clandestino può anche modificare le Proprietà dei collegamenti del tuo browser web, per questo motivo ogni volta che cerchi di modificare le impostazioni della tua pagina iniziale e del tuo motore di ricerca non hai successo. Si tratta di un trucco clandestino che i complottatori hanno creato per spingerti a usare isearch.omiga-plus.com. Se avessi controllato la Privacy Policy del motore di ricerca sapresti che i suoi sviluppatori “non possono garantire che le Informazioni Personali non siano soggette ad accesso non autorizzato”, e quindi non è il caso di usare il motore di ricerca.

E’ un grave problema quando all’interno del sistema si instaurano dirottatori web come Omiga-Plus. Nel tutorial vediamo come eliminare Omiga-Plus dal browser e cancellarlo definitivamente.

Se non vuoi essere dirottato su siti web che possono contenere malware o possono coinvolgerti in vari complotti virtuali, rimuovi isearch.omiga-plus.com dai tuoi browser prima possibile. Per cancellare questo tipo di dirottatore del browser devi prima di tutto riconfigurare le Proprietà dei collegamenti del tuo browser. Una volta fatto ciò non avrai problemi a modificare le impostazioni della tua pagina iniziale e del motore di ricerca. Se non sei sicuro di come eseguire la rimozione – segui i punti forniti qui sotto. Soprattutto, installa un programma per il rilevamento e la rimozione automatica del malware per eseguire una scansione del computer, cancellare addizionali infezioni e proteggere l’intero sistema da potenziali attacchi futuri.

Cancellare isearch.omiga-plus.com dai browser

Per Internet Explorer

  1. Premi e tieni premuto Alt+X.
  2. Clicca su Gestione Componenti Aggiuntivi.
  3. Clicca su Barre degli Strumenti ed Estensioni e disabilita l’infezione.
  4. Clicca su Provider di Ricerca erimuovi il nome dell’infezione dalla lista dei provider di ricerca.
  5. Premi e tieni premutoAlt+X di nuovo e clicca su Opzioni Internet.
  6. Sotto allalinguetta Generale, rimuovi la pagina web dell’infezione dalla sezione Pagina iniziale.
  7. Digita l’indirizzo del dominio che preferisci e cliccaOK per salvare le modifiche.

Per Mozilla Firefox

  1. Premi e tieni premuto Ctrl+Shift+A uno dopo l’altro – si aprirà Gestione Componenti Aggiuntivi.
  2. Rimuovi il nome delle infezioni dalla sezione Estensioni o Plugin.
  3. Clicca sull’icona del motore di ricerca a sinistra della barra di Ricerca (in cima al browser) e seleziona Modifica l’elenco dei Motori di Ricerca.
  4. Rimuovi il nome dell’infezione dalla lista e seleziona un nuovo motore di ricerca predefinito.
  5. Clicca sul pulsante Firefox e vai su Opzioni.
  6. Sotto alla linguetta Generale rimuovi il nome dell’infezione dalla sezione Pagina Iniziale.
  7. Digita la pagina predefinita che preferisci e clicca OK per salvare le modifiche.

Per Google Chrome

  1. Premi Alt+F e vai su Strumenti à Estensioni.
  2. Rimuovi il nome dell’infezione dalla lista e clicca su Impostazioni sulla sinistra.
  3. Nella sezione“All’avvio” seleziona Apri una pagina specifica o un insieme di pagine. Clicca su Imposta pagine.
  4. Rimuovi il nome dell’infezione dalla lista e aggiungi una nuova pagina iniziale, clicca OK per salvare le modifiche.
  5. Sotto a Ricerca clicca su Gestisci Motori di Ricerca.
  6. Rimuovi il nome dell’infezione dalla lista e stabilisci un nuovo motore di ricerca predefinito.
  7. Clicca OK per salvare le modifiche ed esci dal menu.

Fonte pcthreat.com

Come diventare Fotografo professionista: Inquadramento fiscale

Come diventare fotografo professionista?

Siete ancora indecisi su cosa fare da grandi? La fotografia è la vostra passione più grande e sareste contenti di trasformarla in mestiere? Eseguite lavori saltuari e avete capito che è quello il lavoro che vorreste fare? Bene, mettetevi in regola.

L’attività del fotografo è da sempre vista come una pseudo professione al limite tra l’artista e l’artigiano. E’ naturale allora che ci siano enormi difficoltà nell’associarla ad un lavoro vero e proprio, soprattutto se svolto in maniera intermittente e il cui guadagno non è il principale nella vostra vita.

fotografo professionista

Prendendo spunto dalle mie esperienze vi chiarirò quali sono le dinamiche per trasformare la vostra passione in un lavoro e vi indicherò le fonti da cui trarre le informazioni più utili e attendibili.

All’inizio della mia attività lavorativa mi è capitato di svolgere lavoretti per i quali bastava la ricevuta di prestazione occasionale per attestare i miei adempimenti fiscali. Questo modo di lavorare, però, si è sempre dimostrato limitativo e, in effetti, occasionale. Volevo avere la possibilità di farmi un po’ di pubblicità, di chiedere ingaggi e anche di lavorare autonomamente senza restrizioni. La mia paura più grande, in un inquadramento fiscale effettivo, era quella di dovere pagare onerosi tributi anche in assenza di lauti profitti. Insomma, non volevo essere svenato dalle tasse e guadagnare meno di quanto spendevo.

Leggendo qua e la per il web, chiedendo ai commercialisti e visitando i siti delle maggiori associazioni di fotografi in Italia, ho finalmente capito quello che sarebbe stato il mio modus operandi nell’intricato universo della burocrazia fiscale italiana.

Il fotografo, in quanto libero professionista, non deve essere soggetto agli stessi oneri fiscali del commerciante. Il libero professionista opera in un settore completamente diverso, a patto che non venda articoli per fotografia, e pertanto godrà di determinate agevolazioni.

Tralascio le altre categorie e mi concentro sulla Libera Professione, fotografo freelance senza studio fotografico e senza sede fissa.

La prima cosa da fare per diventare Fotografo libero professionista è aprire una Partita IVA. L’apertura della partita IVA è del tutto gratuita e si fa presso l’Agenzia delle Entrate del Territorio di residenza. Poi bisogna richiedere la licenza di Pubblica Sicurezza presso la Questura del comune di appartenenza. Dovrete qui comunicare se il lavoro sarà ambulante o in forma fissa. Se volete svolgere attività presso uno studio, l’iter da seguire è lo stesso ma con modalità leggermente differenti. Per questo argomento rimando al sito del Comune di appartenenza e al sito dell’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti. In seguito va fatta l’iscrizione all’Inps e all’Inail.

La cosa fondamentale è che non abbiamo spese fiscali se non quelle relative al guadagno effettivo. Per maggiori informazioni vi invito a contattare un funzionario competente.

Di seguito trovate un testo abbastanza esaustivo tratto dal sito ufficiale dell’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti. Per gli altri inquadramenti fiscali possibili cliccate qui.

L’ATTIVITA’  DESCRITTA COME LIBERA PROFESSIONE

Indispensabile, per la lettura di questo paragrafo, la lettura approfondita delle schede dedicate in specifico a questo argomento, a lungo rimasto controverso, fino alla Risoluzione Ministeriale n. 129/E del 17/7/1996.

  1. L’iscrizione all’Ufficio Iva e tutti gli obblighi. Il codice di attivita’ prima del 2008 era e’ il 74.81.1 (Studi fotografici) indipendentemente dal fatto che esista uno studio inteso come locale adibito alla fotografia. Si tratta di una dizione generica, che comunque racchiude tutte le attivita’ fotografiche di ripresa, di qualsiasi tipo, compresa quella libero-professionale.
    Attualmente e’: 74.20.19 (studi fotografici e attivita’ di ripresa di ogni genere) e 74.20.20 (laboratori fotografici per sviluppo e stampa conto terzi).
    Esiste anche il codice 74.20.11, attivita’ di fotoreporter; si tratta del codice generato dalla trasmigrazione del vecchio codice 92.40.0, come giornalista. Al momento attuale, sconsigliamo il codice come “fotoreporter”, perche’ rischia di far confrontare la propria attivita’ con quella di giornalisti di penna.

  2. La licenza di Pubblica Sicurezza, da richiedersi al Questore della Provincia ove si esercitera’ l’attivita’, va comunque richiesta, anche in assenza di studio.
    Resta il problema legato al fatto che la licenza cosi’ come ora concepita NON Licenza di Pubblica Sicurezza, da richiedersi al Questore della Provincia ove si esercitera’ l’attivita’. In realta’ tale licenza e’ stata ABROGATA dal dlgs 112 del 31 marzo 1998, articolo 164, punti 1, comma f), pubblicato sul Supplemento Ordinario n. 77/L del  21 aprile 1988 (supplemento della G.U. n 92/1998).
    Ai sensi della nuova legge, occorre unicamente dare “comunicazione tempestiva” dell’inizio dell’attivita’, con una lettera raccomandata al Questore.
    Incredibilmente, tuttavia, moltissime Questure sono ancora disinformate di tale legge, anche perche’ il ministero degli Interni non ha diramato una circolare esplicativa, a loro volta in attesa di chiarimenti da parte del Ministero della Funzione Pubblica…
    Cosi’, puo’ capitare che le Questure si comportino ancora in modo difforme.
    Alla licenza (ora abrogata) non e’ piu’ collegato il pagamento (dal 1.1.1996) della tassa di concessione governativa, ma esiste ancora l’obbligo di comunicazione preventiva, come spiegato sopra.

  3. Iscrizione alla Camera di Commercio della provincia ove si esercitera’ l’attivita’.
    Non va fatta. Se l’attivita’ e’ effettivamente libero professionale, non strutturata in forma di impresa, e’ un nonsenso l’iscrizione al registro ditte, a meno che l’attivita’ non venga esercitata in forma societaria. In questo caso, e’ obbligatoria l’iscrizione al REA (non obbligatoria se l’attivita’ professionale e’ esercitata dal singolo libero professionista).

  4. Iscrizione all’Albo Artigiani (sempre provinciale).
    Non va fatta. L’artigiano e’ una figura particolare di imprenditore, ma nel nostro ordinamento resta pur sempre un imprenditore. Conseguentemente, un’attivita’ gestita in forma di non-impresa e’ necessariamente non artigiana (vedi anche nota del Ministero del Commercio, Industria ed artigianato n.123207 del 3 marzo 1997).

  5. Iscrizione ai ruoli contributivi INPS, gestione separata Inps.
    Evidentemente, ed in diretta conseguenza del punto 6), non va fatta come artigiano, ma E’ OBBLIGATORIA come lavoratore autonomo, che si iscrive alla gestione separata INPS dei liberi professionisti (legge 335/95), soggiacendo cosi’ ad un prelievo che varia di anno in anno ed e’ in percentuale sugli utili effettivi (vedi www.inps.it) sul reddito effettivo, per la costituzione della pensione.

  6. Iscrizione alle liste INAIL, per l’assicurazione obbligatoria sugli infortuni del lavoro. Se vengono utilizzate attrezzature elettriche, si’. Rivolgersi alla sede di zona dell’Inail.

  7. Altre iscrizioni (sindacati, associazioni, ecc).
    Valgono le stesse indicazioni fornite per l’iter normale, da impresa.

Alcune associazioni, come accennato, per motivi soggettivi di struttura (difesa dell’attivita’ in forma esclusivamente artigianale) preferiscono non accettare la possibilita’ di esercizio della professione in forma libero-professionale.