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Partire senza una meta precisa e ritrovarsi. Il viaggio in solitaria attraverso il sud Andaluso della Spagna.

Pasticceria imprecisata vicino l’Oceano – Free Andalusia

Pasticceria imprecisata vicino l’Oceano – Free Andalusia

Camminare sulla battigia di una spiaggia oceanica è una dolce sensazione. Udire solo la risacca che regolare infrange le onde sulla sabbia. Non ho la minima idea di quanta strada abbia percorso: so solo che passeggiare senza fretta è meravigliosamente rilassante.

Ora sono seduto al tavolino di un bar. Cercavo un posticino tranquillo tra le decine di locali che si susseguono vicino alla spiaggia in cui prendere un tè. Solo un tè.

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Qui sembra che tutto giri intorno al cibo. Ogni negozietto e ristorantino è colmo di avventori e clienti: tutti pensano al cibo. Decine e decine di locali che ingurgitano persone che ingurgitano cose.

L’istinto non sbaglia mai: avevo scorto questo posticino passando dalla via principale ma poi ho chiesto ad una signora se conoscesse un posto in cui preparano il tè e questa mi ha fatto andare nella direzione opposta. Fortunatamente ho chiesto informazioni ad una seconda signora che poco prima avevo incrociato all’incrocio in attesa anche lei del semaforo verde per attraversare la strada. Ebbene sì, quest’ultima mi ha proprio indicato il localino che avevo visto pochi minuti prima.

Pasticceria storica, penso. All’apparenza quasi squallida ma qui a Cadice i posti vecchi e malconci sono i migliori!

Riflessioni a Playa de la Victoria, Cadiz – Free Andalusia

Riflessioni a Playa de la Victoria, Cadiz – Free Andalusia

Seduto sui frangiflutti della Playa de la Victoria di Cadiz ad osservare alcuni pescatori della domenica.

Da quanto tempo non ci fermiamo per il semplice gusto di osservare, il solo piacere visivo. Rallentiamo per un istante la nostra incessante corsa verso qualcosa che neanche noi stessi sappiamo bene cos’è. Fermi, magari vicino alla natura, riprendiamo possesso di quello che è nostro, ricominciamo ad assaporare con tutti i sensi. Non usiamo solo la vista, come avviene troppo spesso nella società moderna, ma anche il tatto, sentiamo l’aria, gustiamo la luce.

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Penso che non sia un caso se questo contatto con la Natura avviene quando siamo soli, quando, più vicini ad essa, ci mostriamo per quello che siamo: essenza animale. L’intero corpo si inebria e semplicemente trasforma l’energia circostante in energia vitale. Lo spirito si rigenera e piano piano viene fuori come se fino a quel momento fosse rimasto sopito, chiuso in una scatola capace solo di filtrare la luce. Eccolo allora che, aperta finalmente la scatola, l’Io animale, quello primordiale, si stiracchia, si distende, prende la sua originaria forma. E allora non sono più i luoghi, quello che ti circonda, i posti che interessano ma solo te stesso. Un ricongiungimento con il mondo che non hai mai perso ma solo trascurato.

Accanto a me i pescatori della domenica con canne da pesca casalinghe continuano a tirare su del pesce, lo staccano dall’amo e lo mettono dentro un secchio o ad una busta di plastica. Quelli piccoli li ributtano in acqua con gesti tanto meccanici quanto indelicati ma che trasmettono infinita solidarietà nei confronti della “causa del mare”.

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Sulla spiaggia lontana un papà cerca da tempo di far volare l’aquilone del figlio mentre un trattore aggira passando dal mare una serie di scogli e pietre che affiorano dalla sabbia. L’aria è fredda, è aria umida di mare. Io la conosco bene.

Proprio oggi mi è venuto in mente di indossare i sandali e i miei piedi infreddoliti non sembrano essere felici. Non importa. In questo viaggio ho imparato anche questo: se hai freddo o in generale hai bisogno di qualcosa, il corpo te lo chiede e tu naturalmente lo porterai nella condizione ideale. Senza pensarci.

Ho freddo e credo che presto mi sposterò in un posto più riparato, alla “mantagnata” si dice nel mio dialetto (al riparo dal vento).

Non perderò tempo ad indugiare perchè qualcosa di esterno catturerà la mia attenzione o solo per pigrizia. Risparmio energie e apro le porte ad una nuova avventura. Mai radicarsi troppo. Evolversi e imparare.

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