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Un giorno, davanti ad un planisfero gigante, io e Fede abbiamo chiuso gli occhi, abbiamo unito le mani e, sempre alla cieca, abbiamo puntato le nostre dita su una destinazione. Il destino ci ha fatto indicare l’Indonesia! Un sogno che abbiamo coltivato per anni e che non siamo stati mai in grado di trasformarlo in realtà… fino all’estate del 2014!

Jimbaran – Bali: il viaggio sotto l’Equatore

Jimbaran – Bali: il viaggio sotto l’Equatore

COCO DE HEAVEN, Bali

Sorseggio una tazza di tè alle sei del mattino nella hall del Coco de Heaven. Federica parla a ruota in lingua inglese perché abbiamo deciso di usare tra di noi questo idioma per tutto il tempo del viaggio.

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Jimbaran – L’atrio interno con piscina del Coco de Heaven a Jimbaran.

Stamane la sveglia è stata all’alba per incontrare il noleggiatore di scooter; il tipo ci ha consegnato i due caschi, la chiave e un motorino dall’aspetto vissuto. Ieri sera abbiamo programmato la mattinata di oggi scegliendo il mercato locale del pesce e quello ortofrutticolo come destinazione della mattinata.

Fuori, sulla main street che da Kuta arriva all’aeroporto e scende giù verso Jimbaran e poi arriva alle porte della penisola di Kuta Seletan, il traffico è già un dato di fatto. Centinaia di motorini, non ne ho mai visti tanti in vita mia, sfrecciano davanti all’ingresso dell’albergo che si affaccia sulla strada principale a scorrimento veloce con due carreggiate.

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Jimbaran – Il surf shop che si trova sulla main street Jl. By Pass Ngurah Rai, Jimbaran, Bali, Indonesia. All’esterno è posizionata una grande statua che ritrae un uomo con le ali che cavalca un’onda con la tavola da surf.

Stanotte non sono riuscito a dormire in maniera ottimale: intorno all’una siamo andati a letto e immediatamente mi sono addormentato. Poi dopo circa un paio d’ore ho aperto gli occhi e non sono riuscito a richiuderli per dormire. Ero molto eccitato dall’idea di svegliarmi presto per noleggiare il motorino, ero affascinato dall’idea di visitare nuovi posti e soprattutto avevo paura di non svegliarmi per tempo. Mi passavano per la mente immagini di onde tubanti, l’Oceano Indiano, cartoline di spiagge esotiche e luoghi mai visti. La mia cura è stata una sola: ho abbracciato Federica e ho eseguito esercizi di respirazione con l’addome e lentamente mi sono rilassato.

L’Indonesia è fantastica! Non smetto di ripeterlo. Mi sento come un bambino: osservo ogni cosa con occhi appassionati, mi interesso a tutto ciò che vedo.
Qui fa già caldo, il vento è forte e umido, l’aria pesante ma l’unica cosa che sento è il brivido della scoperta!

Ieri, la giornata destinata al riposo per recuperare le forze dopo il Jet lag, abbiamo dormito fino a tardi. Una colazione alla balinese consistente in Mie Goreng (spaghetti di riso saltati nell’olio di palma con verdure, pollo e uova), frittatina, tè nero e papaia fresca; ci ha ridato la carica giusta per ributtarci nel letto a riposare ancora.

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Jimbaran – Una classica abitazione di Jimbaran in mattoni. Nella parte della casa che da sulla strada è posizionato il tipico warung o negozietto a conduzione familiare.
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Jimbaran – Quando sei a corto di benzina nel tuo mezzo non hai da preoccuparti! In tutta Bali è possibile acquistare la benzina direttamente dai warung che costellano le strade dell’isola. Con un prezzo di poco superiore a quello praticato alla stazione del carburante (7-8000 rupie indonesiane) è possibile rifornirsi dalle bottiglie di vetro in bella mostra sugli espositori dei negozietti.
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Jimbaran – Mi ha colpito molto il sistema di impalcature utilizzato per la costruzione delle abitazioni. Gli indonesiani utilizzano canne di bambù gigante per costruire i pontili e la struttura che permetterà la fabbricazione delle colonne e dei muri della struttura.

Alle quindici, svegli e carichi di entusiasmo, decidiamo di andare in spiaggia a piedi. Tutte le indicazioni date dal receptionist non sono servite a non perderci per le caotiche stradine di Jimbaran: è stato molto emozionante vagare per le viuzze del paese perché ci ha dato modo di immergerci fin da subito nella realtà locale.
Passeggiando tra i lavori in corso ai bordi delle strade abbiamo incontrato un gruppo di ragazzini che, in un campo sgombro da abitazioni, erano intenti a fare volare un grande aquilone nero. Appena li ho notati mi sono avvicinato con la mia fotocamera, con rispetto e molta discrezione ho chiesto loro di scattare alcune foto. I ragazzini erano una quindicina e il “kite” veniva sostenuto da sei di loro. Arrivato il momento, lo hanno issato in aria sotto la spinta del poderoso vento di levante: non mi era mai capitato di vedere aquiloni così grandi prendere il volo e per me è stata un’autentica emozione assistere al battesimo del loro. Abbiamo salutato il gruppetto di balinesi e ci siamo diretti verso quella che pensavamo fosse la direzione giusta.

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Jimbaran – Uno dei principali passatempi dei ragazzi balinesi è rappresentato dagli aquiloni. In tutta l’isola è possibile vederne a decine nei cieli.
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Jimbaran – La costruzione dei grandi aquiloni è fatta con estrema cura e interamente a livello artigianale. I ragazzi hanno sperimentato diverse tecniche per farli volare sorretti dai venti forti di levante.
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Jimbaran – Ognuno dei partecipanti al “gioco scaccia spiriti” ha un determinato compito. Tutti collaborano sinergicamente alla riuscita del loro intento: fare volare l’aquilone.
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Jimbaran – Sono necessari diversi ragazzi per sostenere la spinta. Gli aquiloni balinesi possono raggiungere dimensioni ragguardevoli e altezze fino ai trecento metri!

Abbiamo camminato ai bordi delle strade su sgangherati marciapiedi che spesso vengono inghiottiti da fosse nel terreno (nella città stanno effettuando i lavori per il nuovo complesso di tubature fognarie e tutte le strade presentano scavi, smottamenti e cataste di mattoni) per almeno un’ora, fino a quando abbiamo chiesto indicazioni ad un ragazzo seduto ai tavolini di un warung.

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Jimbaran – I lavori in corso sono veramente in ogni luogo. Qui, per le strade di Jimbaran, è in opera la costruzione della rete fognaria e dei marciapiedi che costeggiano le strade principali.
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Jimbaran – I bambini più piccoli non riescono a costruire i grandi aquiloni e si divertono negli spazi verdi inventando giochi sempre nuovi. Alcuni di loro, i più discoli, urleranno “money! money!” alla vista di turisti ma è fondamentale non dare loro soldi per non abituarli a questo genere di cose.
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Jimbaran – Ci siamo documentati molto sulla situazione in cui versano i cani sull’isola di Bali. Qui gli mii dell’uomo sono trattati in maniera marginale e spesso non godono di buona fama. Infatti in tutto il sud est asiatico il cane è vettore di malattie quali la rabbia e la popolazione locale è stata educata sin da giovane a evitarli. Il risultato è che molti canidi sono ridotti in pessime condizioni di salute, spesso malnutriti e malati. Appena arrivati (questa foto è del secondo giorno a Jimbaran), dopo tutto quello che avevamo letto prima di partire, avevamo timore ad avvicinarci ai cagnolini che incontravamo per strada. In seguito abbiamo preso confidenza e capito che i cani sono buoni in tutto il mondo: spesso gli esseri umani non capiscono che gli animali non hanno colpe ma sono succubi della nostra società.

Stefan, così si chiama il ragazzo di Jimbara, con la tipica gentilezza indonesiana a cui non è difficile abituarsi, ci ha indicato la direzione giusta (quella opposta al nostro senso di marcia) e ha aggiunto che se ci avrebbe incontrato sulla strada sarebbe stato lieto di darci un passaggio con il suo motorino. Sono cose che spesso si dicono per circostanza, ma non in questo caso! Così è successo: ci ha raggiunto dopo pochi minuti e ci ha fatto salire in sella al suo scooter… tutti e tre, proseguendo a bassa velocità, siamo arrivati in pochi istanti alla spiaggia di Jimbaran. Solo allora ci siamo accorti che avevamo completamente sbagliato strada e che la strada da fare a piedi ci avrebbe fatto ritardare di almeno un’altra ora.

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Jimbaran – In giro sul motorino di Stefan, il gentilissimo ragazzo balinese che ci ha scorrazzato in giro per Jimbaran.

Ora Breaklow!

Appunti

Mare, onde, set da paura e … Indonesia!

On the Beach.
Toasted mais with butter and spicy

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Jimbaran – La spiaggia di Jimbaran non è il massimo per surfer in cerca di onde da brivido ma rappresenta il miglior compromesso in termini di relax, paesaggio e buon cibo. La lunga spiaggia si trova a sud dell’aeroporto e, in termini di tempo, distante dalle caotiche marine a nord dell’aerostazione. Il litorale è poco affollato ed è possibile godere l’Oceano in tutta tranquillità.

Fumo di barbecue nell’aria.

Cena al White sand beach house
-Green salad
-Chiken and kerry balinese (with rice)
-Jimbaran Jaffles with peanut butter
-Coca Cola
-3 Mixed fruit juice

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Jimbaran – Appena cala il sole, i localini che si affacciano sulla spiaggia di Jimbaran posizionano i tavoli e le sedie per consumare ottimi pasti o bere una Bintang ghiacciata a due passi dall’Oceano.

Dopo cena passeggiatina sulla spiaggia di Jimbaran e poi in taxi fino all’albergo.
Surf a Jimbaran con onda close out di un metro e mezzo!

Seduti al tavolino di un warung nelle stradine di Jimbaran

Pasto decisamente spartano in cui il viavai di persone locali suggerisce ottima qualità e freschezza del cibo servito.
Il warung si chiama Kemangi ed è stato il nostro primo approccio con il cibo locale sull’isoletta dello Oceano Indiano.

Qui mangiamo:
-Riso con verdure (nasi goreng)
-Riso con pollo
-L’uovo non manca mai!
Il warung, piccolo e accogliente nello stile sgangherato dell’isola non serve molti turisti. Anzi ci ha dato l’idea di non vederne alcuni da un bel po’ di tempo. In effetti, gli occidentali e i turisti asiatici non frequentano questi “ristorantini” dalle norme igieniche sui generis. Noi preferiamo questo approccio proprio per entrare nel vivo della vita locale.

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Jimbaran – Un uomo cena a base di nasi goreng al Kemangi Warung.
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Jimbaran – Come tutti i warung balinesi, il Kemangi è spartano ed essenziale. Nel frigorifero può mancare la BIntang ma non manca mai il tè freddo in bottiglia di vetro!
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Jimbaran – I warung, ristorantini indonesiani, sono a conduzione familiare e si può pranzare o cenare con poche rupie.

Come puoi capire un popolo, una cultura se non ti nutri come si nutrono loro? Come fai ad addentrarti nel più profondo della conoscenza se non ti cibi e respiri la stessa aria dei locali?
Anticipo che per tutto il tempo del viaggio abbiamo mangiato e bevuto le stesse cose degli abitanti dei villaggi visitati. Solo un paio di volte ci siamo concessi un pasto in strutture meno fatiscenti o con canoni prettamente occidentali.

Kemangi Warung si trova su Uluwatu Jl, la strada principale di Jimbaran “vecchia”.
Venendo da Kuta beach o dall’aeroporto, all’incrocio con semaforo subito dopo il grande negozio di articoli per surfer (che si trova sul lato opposto rispetto alla corsia di percorrenza) bisogna svoltare a destra. Proseguire lungo la strada che alla fine terminerà a T su un’altra strada; quest’ultima è Uluwatu Jl. Svoltare a sinistra e il warung Kemangi è il primo che si trova sulla sinistra. Consiglio di assaggiare qualcosina a chiunque si trovasse in quelle zone di Jimbaran.

Jimbran - Warung Kemangi Mappa piccola
Jimbaran – Teban: l Kemangi Warung sulla Uluwatu Jl.
Jimbran - Warung Kemangi Mappa grand e coco de heaven
Jimbaran – Teban: Coco de Heaven e il Kemangi Warung.

Il viaggio a Bali – Bali: il viaggio sotto l’Equatore

Il viaggio a Bali – Bali: il viaggio sotto l’Equatore

Coco De Heaven, Jimbaran, Bali, Indonesia

Seduto al tavolino nella hall del Coco de Heaven, il posto che ci ospita a Jimbaran fino a dopodomani.

Dal momento dell’arrivo dell’aereo Vueling a Fiumicino sono accadute innumerevoli cose: mi sembra di essere partito da un sacco di tempo da Lecce eppure sono passate appena trentasei ore. Anche il nome stesso della mia città, Lecce, mi sembra esotico, lontano.

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Il viaggio a Bali: sala d’attesa dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino.

Siamo arrivati all’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino e poi abbiamo atteso pazientemente l’aereo che ci avrebbe condotto in circa due ore a Francoforte. In aeroporto abbiamo atteso vicino al Gate, seduti dapprima nella zona antistante i bagni, vicino al Mozzarella Caffè e poi ci siamo spostati sulle poltroncine metalliche della wifi zone, adiacente al nostro Gate d’imbarco.

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Il viaggio a Bali: sala d’attesa con zona wifi e stazione caricamento dispositivi multimediali dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino.
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Il viaggio a Bali: sala d’attesa con zona wifi e stazione caricamento dispositivi multimediali dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino. Tutti in attesa della partenza.

Imbarco con Lufthansa e poi via verso Francoforte. Sui cieli della città tedesca, il nostro aereo ha fatto diversi giri prima di atterrare e ha accumulato un ritardo impressionante. All’arrivo Federica mi ha imposto di correre perché altrimenti non ce l’avremmo mai fatta e ora sono sicuro che abbiamo rischiato veramente di perderlo!

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Il viaggio a Bali: in attesa della partenza dall’aeroporto di Roma Fiumicino. Destinazione Francoforte!
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Il viaggio a Bali: l’interno dell’aereo della compagnia spagnola Lufthansa.
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Il viaggio a Bali: sul volo i passeggeri hanno diritto ad una solo birra e a quante bibite analcoliche desiderano. Noi festeggiamo con una birretta la partenza!

L’aeroporto di Francoforte è immenso: decine di aerei si inseguono perennemente nel cielo sopra di esso attendendo in volo il loro turno per atterrare.

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Il viaggio a Bali: uno scorcio del paesaggio tedesco come si vede dall’oblò dell’aereo. Il velivolo ha effettuato numerose manovre prima di avere il permesso di atterrare.

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Il viaggio a Bali: uno spiritoso selfie prima dell’atterraggio all’aeroporto di Francoforte.
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Il viaggio a Bali: spazio aereo sui cieli di Francoforte in attesa di atterrare.

Abbiamo corso tanto attraverso i bracci e i diversi terminal dell’aerostazione; fortuna che in alcuni punti il nastro trasportatore ci permetteva di riprendere fiato o di accelerare la nostra corsa. Insomma, spossati e grondanti di sudore abbiamo finalmente raggiunto il nostro Gate (che avevano già chiuso per l’imbarco) e siamo riusciti a salire sull’aereo.

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Il viaggio a Bali: un momento della lunga corsa verso il Gate d’imbarco. L’aereo da Roma aveva accumulato molto ritardo e abbiamo dovuto correre per non perdere la coincidenza con quello diretto in Asia.

La mia prima volta in viaggio su un volo intercontinentale. Noto subito la differenza della prima classe con quella turistica: solamente due poltrone per fila, spazio per distendere le gambe e Tv con schermo più grande. Anche l’economy class non è malaccio! TV, cuscino, coperta, cuffie, monitor personale e abbastanza spazio per avere una seduta comoda e confortevole. Quello che mi ha colpito è la quantità di pasti, cibo e bevande serviti su questi aerei: a poca distanza di tempo dall’ultimo passaggio, le hostess e gli stuart offrono cena, snack, vino, bibite fresche e calde, colazione, pranzo. Federica, nella prenotazione online del volo, fortunatamente ha inserito l’opzione “vegetarian/indu” nella scelta del suo pasto speciale e abbiamo fatto a cambio di portate visto che non gradisco la carne.

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Il viaggio a Bali: cena ad alta quota.

Da qualche tempo, infatti, non sento l’esigenza di mangiare carne e preferisco di gran lunga le verdure e la frutta. Dopo aver guardato due film (Casablanca e The Lego Movie), finalmente sono crollato. Ho scoperto che su alcuni voli fa veramente freddo! A nulla è servita la copertina fornita dal personale di volo… ho indossato la felpa con cappuccio, ho messo i calzini e poi… buio. La mattina ci siamo svegliati con l’aereo che sobbalzava: in quel momento ho provato un po’ di paura perché non sapevo come si ballasse sui voli intercontinentali. Si viaggia a quasi dodicimila metri di quota sull’Oceano Indiano! Pensandoci bene, la cosa più strana che ho notato è che nessuno dei passeggeri, per tutto il tragitto e in tutte le sezioni dell’aereo aveva mai aperto il finestrino. Nessuno aveva avuto la curiosità di guardare fuori il mondo che scorreva sotto!

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Il viaggio a Bali: la tratta più lunga del viaggio a Bali è stata quella che da Francoforte ci ha condotti fino a Kuala Lumpur. I quasi 13000 chilometri passano velocemente se non si ha fretta di arrivare!

Il viaggio è stato molto lungo ma non mi sono affatto annoiato. Io e Fede siamo stati veramente bene insieme, sereni e di buon umore per tutto il percorso. Arrivati a Kuala Lumpur per lo scalo tecnico, dopo dodici ore di volo, è stato un vero piacere poggiare i piedi sulla Terra. Una passeggiatina in giro per l’aeroporto ci ha permesso di sgranchire le gambe.

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Il viaggio a Bali: il tecnologico aeroporto di Kuala Lumpur in Malesia.

L’aerostazione malesiana è tecnologicamente all’avanguardia, grande ed estremamente pulita. Al centro della struttura si trova un’immensa serra di forma circolare con la riproduzione in scala della foresta indonesiana.

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Il viaggio a Bali: il centro della struttura aeroportuale di Kuala Lumpur ospita una grande serra con la riproduzione della foresta equatoriale.
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Il viaggio a Bali: io a Kuala Lumpur.

Si riparte. Altro volo Lufthansa con pasto incluso e via verso Giacarta. Nella capitale indonesiana il sole è già sceso e prima di dirigerci verso il Gate d’imbarco, girovaghiamo tra i negozietti chiusi e i terminal quasi deserti. Arrivati finalmente nella zona d’imbarco, mi stendo sulle panchine poggiando la testa sullo zaino e sprofondo in un pesante sonno. Lì in sala d’attesa dormo come un bambino per una mezz’ora finché Federica non mi sveglia per l’imbarco.

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Il viaggio a Bali: il volo Lufthansa che da Kuala Lumpur ci ha condotti a Giacarta in Indonesia.
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Il viaggio a Bali: questa è la prima foto che ho scattato appena messo piede in Indonesia. L’aeroporto è quello di Giacarta e da qui dopo qualche ora saremmo partiti per Bali.

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Il viaggio a Bali: la prima cosa che bisogna fare entrti in suolo indonesiano è quella di pagare il “Visa on arrival”, il visto d’ingresso di 35 dollari USA.
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Il viaggio a Bali: il pagamento può avvenire in dollari USA, euro o rupie. Conviene pagare in rupie indonesiane perchè il tasso di cambio forfettario che applicano gli impiegati è superiore a quello effettivo.
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Il viaggio a Bali: un selfie nel terminal dell’aeroporto di Giacarta in attesa del nostro volo per Denpasar, Bali.
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Il viaggio a Bali: con la ricevuta del “Visto all’arrivo” bisogna dirigersi verso l’ufficio immigrazione dove, dopo una lunga fila, l’incaricato esaminerà il passaporto, il visto e i documenti di viaggio. Se tutto è in regola applicherà il famoso timbro sul vostro passaporto.

Anche qui sul volo della Garuda Airlines ci servono un abbondante pasto dopo il quale ci addormentiamo. All’arrivo non crediamo ai nostri occhi: è l’una di notte e ci troviamo a Bali! L’uscita dell’aeroporto di Denpasar ci attrae magneticamente e subito ci troviamo fuori, a respirare l’aria balinese. Con estrema facilità ci dirigiamo verso la compagnia che gestisce i taxi “Taxi Service” che con tariffario smista le persone in giro per l’isola. Ne prendiamo uno per il Coco De Heaven al costo di 100.000 rupie.

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Il viaggio a Bali: questa foto l’ho scattata appena arrivati a Denpasar. Siamo nel parcheggio all’uscita dell’aeroporto. Stanchi ma felici ed emozionati eravamo nel pieno della nostra avventura.

Mancia? Non se ne parla proprio… sono stanco e voglio fare una doccia! Nella hall della nostra residenza, ci accoglie un ragazzo dai modi gentili che ci spiega come muoverci in città, come noleggiare un motorino e che la colazione il giorno successivo sarà fino alle dieci. Ci congediamo con un gran sorriso e ci dirigiamo verso la nostra camera. Qui doccia depurativa e poi tutti a letto. Siamo stanchissimi ma il sonno non arriva perchè increduli ed eccitati rimaniamo svegli a fantasticare sul nostro viaggio.

Domattina alle sei ho appuntamento con il tipo che noleggia scooter. Mi cade l’occhio sulla figura di una donna che sembra stia nel soggiorno di casa sua: asciugamano in testa, canottiera nera, Tablet in mano e piedi poggiati sulla sedia di fronte.

E’ Federica! Io vado a nanna!