Archivi categoria: Poesie

L’arte della parola nelle poesie dei grandi Poeti italiani e internazionali.

L’EROE E LI PUPAZZI – Le poesie di Trilussa su Photosurf

L’EROE E LI PUPAZZI
Trilussa (Carlo Alberto Salustri)

Quanno finì la guerra
l’Eroe piantò la bajonetta ar muro
e se rimise a lavorà la terra.
Era stato ferito cinque vorte,
ma se sentiva l’anima più forte
e er braccio più gajardo e più sicuro.
E disse: — Se la vanga è arruzzonita
la farò ritornà lucida e bella,
e invece de la morte
seminerò la vita. —
Mentre faceva ‘sto raggionamento
vortò la testa e vidde da lontano
un omo, dritto, co’ le braccia stese,
in un campo de grano.
— E tu che vôi? — je chiese —
Sei gnente er deputato der colleggio
che se prepara er solito maneggio
pe’ cojonà er paese?
Cerchi per caso un popolo imbecille
che pagherà le chiacchiere che fai
co’ le carte da mille?
Chi rappresenti? forse un giornalista,
un eroe de la penna stilografica
ch’ha fatto l’avanzata co’ le spille
su la carta geografica?…
O sei piuttosto er solito tribbuno
arrampicato su la groppa nostra,
ch’ammalappena che se mette in mostra
nun vede più nessuno?
Ah! no! te riconosco!
Tu sei lo Spauracchio incaricato
de spaventà li passeri der bosco…
Nun hai cambiato mica,
ch’Iddio te benedica!
Me l’aspettavo! Doppo tanti strazzi
ch’ho sofferto sur campo de battaja,
ritrovo li medesimi pupazzi
imbottiti de paja,
pronti a ricomincià la pantomima
cór sistema de prima!
Ma adesso basta, caro mio: te vojo
da’ foco cór petrojo…
— Ma che petrojo, un cacchio!
— strillò lo Spauracchio —
Se doppo trenta mesi de trincea
hai cambiato d’idea,
te devi ricordà che sei tu stesso
che un giorno me ciai messo:
e mó, per così poco,
me vorressi da’ foco?
Io, per lo meno, servirò a protegge
er grano de li campi, e nun fo danno
come purtroppo fanno
li pupazzi approvati da la legge!
1918

Il sonetto di Trilussa “L’EROE E LI PUPAZZI”. Nel sito Photosurf troverai una raccolta dei maggiori componimenti e poesie romanesche del poeta Carlo Alberto Salustri.

Trilussa, pseudonimo anagrammatico di Carlo Alberto Camillo Marianum Salustri (Roma, 26 ottobre 1871 – Roma, 21 dicembre 1950), è stato un poeta italiano, noto per le sue composizioni in dialetto romanesco.

Trilussa fu il terzo grande poeta dialettale romano comparso sulla scena dall’Ottocento in poi: se Belli con il suo realismo espressivo prese a piene mani la lingua degli strati più popolari per farla confluire in brevi icastici sonetti, invece Pascarella propose la lingua del popolano dell’Italia Unita che aspira alla cultura e al ceto borghese inserita in un respiro narrativo più ampio. Infine Trilussa ideò un linguaggio ancora più prossimo all’italiano nel tentativo di portare il vernacolo del Belli verso l’alto. Trilussa alla Roma popolana sostituì quella borghese, alla satira storica l’umorismo della cronaca quotidiana.

La poesia romanesca “L’EROE E LI PUPAZZI” su Photosurf, scivolando tra la luce.

L’EROE E ER CAVALLO – Le poesie di Trilussa su Photosurf

L’EROE E ER CAVALLO
Trilussa (Carlo Alberto Salustri)

L’Eroe disse ar Cavallo: — Quanno senti
che scoppieno le bombe, te la svicoli
e t’impunti e t’impenni e te spaventi,
e questo, francamente, nun me va.
Io, invece, che nun penso che a la gloria,
me faccio in mezzo e sfido li pericoli:
ma er nome mio rimane ne la storia
e m’assicuro l’immortalità.
— A me, però, nun me ciavanza gnente,
— je rispose er Cavallo — e quest’è er brutto
che, quanno moro io, moro der tutto:
definitivamente.
Ammenoché, magara fra quarch’anno,
ce sia chi m’aricordi indegnamente
ner monumento equestre che te fanno.
Dovrebbero scorpì sur piedistallo:
«Ar Generale Spartaco Falloppa
e un po’ pure ar Cavallo
ch’ebbe er coraggio de tenello in groppa».
1943

Il sonetto di Trilussa “L’EROE E ER CAVALLO”. Nel sito Photosurf troverai una raccolta dei maggiori componimenti e poesie romanesche del poeta Carlo Alberto Salustri.

Trilussa, pseudonimo anagrammatico di Carlo Alberto Camillo Marianum Salustri (Roma, 26 ottobre 1871 – Roma, 21 dicembre 1950), è stato un poeta italiano, noto per le sue composizioni in dialetto romanesco.

Trilussa fu il terzo grande poeta dialettale romano comparso sulla scena dall’Ottocento in poi: se Belli con il suo realismo espressivo prese a piene mani la lingua degli strati più popolari per farla confluire in brevi icastici sonetti, invece Pascarella propose la lingua del popolano dell’Italia Unita che aspira alla cultura e al ceto borghese inserita in un respiro narrativo più ampio. Infine Trilussa ideò un linguaggio ancora più prossimo all’italiano nel tentativo di portare il vernacolo del Belli verso l’alto. Trilussa alla Roma popolana sostituì quella borghese, alla satira storica l’umorismo della cronaca quotidiana.

La poesia romanesca “L’EROE E ER CAVALLO” su Photosurf, scivolando tra la luce.